Allenarsi con costanza è una delle abitudini più sane che possiamo adottare. L’attività fisica regolare migliora la composizione corporea, sostiene la salute cardiovascolare, riduce lo stress e contribuisce alla prevenzione di molte malattie croniche. Tuttavia, anche ciò che fa bene può, in alcuni casi, diventare un problema se portato all’eccesso.
Negli ultimi anni, complice anche il ruolo dei social, l’attenzione verso forma fisica e performance è cresciuta molto. Un fenomeno positivo, che ha avvicinato molte persone allo sport, ma che talvolta può alimentare pressioni e aspettative irrealistiche. Quando il desiderio di migliorarsi diventa rigido o ossessivo, l’allenamento rischia di perdere il suo valore di benessere e trasformarsi in un comportamento disfunzionale.
Quando l’impegno supera il limite

Tra le forme di disturbo più studiate c’è la vigoressia, o dismorfia muscolare: una condizione in cui la percezione del proprio corpo è distorta e la persona, pur avendo un fisico allenato, si sente “troppo piccola” o “non abbastanza definita”. Questo porta ad aumentare i volumi degli allenamenti, a ridurre il riposo e a controllare in modo ossessivo alimentazione e integratori.
Un fenomeno più generale è la dipendenza da esercizio, che si manifesta quando allenarsi diventa un bisogno incontrollabile. Anche in presenza di dolore, stanchezza o problemi personali, la persona continua a fare sport per “dovere”, non più per piacere. Diversi studi — tra cui una recente revisione pubblicata su Frontiers in Psychiatry (2025) — descrivono questo comportamento come una forma di dipendenza comportamentale, con caratteristiche simili a quelle osservate in altre condotte compulsive.
Un altro concetto correlato è quello di overtraining, lo stato in cui la quantità e l’intensità degli allenamenti superano la capacità di recupero dell’organismo. Quando questo accade, si entra in una spirale di stanchezza cronica, calo delle prestazioni, irritabilità e vulnerabilità agli infortuni. Secondo alcune stime, fino al 10% di chi si allena regolarmente può sviluppare una forma di esercizio disfunzionale o dipendente.
Gli effetti dell’eccesso
L’esercizio fisico, se eccessivo o privo di recupero, può produrre conseguenze reali su diversi piani. A livello cardiaco, per esempio, si osservano in alcuni sportivi di endurance segni di stress cronico come aritmie o alterazioni strutturali del miocardio. Sul piano muscolare e articolare, i sovraccarichi continui possono generare microtraumi, tendiniti e infiammazioni che col tempo compromettono le prestazioni.
Anche il sistema immunitario può risentirne: quando l’organismo non ha tempo di recuperare, le difese si abbassano e aumenta la suscettibilità a infezioni o stati infiammatori. Nei casi più estremi, l’esercizio prolungato senza adeguato apporto energetico può portare a squilibri ormonali e deficit metabolici, noti come sindrome da carenza energetica (RED-S). Ma non sono solo i muscoli a soffrire: anche la mente può risentirne, con sintomi di ansia, irritabilità, insonnia e perdita del piacere che lo sport, invece, dovrebbe generare.
Come riconoscere quando è troppo
Capire quando si sta andando oltre non è sempre semplice. Alcuni segnali d’allarme possono aiutare: allenarsi nonostante dolore o malattia, sentirsi irritati se si salta un giorno di palestra, percepire un calo costante delle prestazioni o provare una stanchezza che non passa mai. Anche la perdita di piacere e la sensazione di “dover” fare esercizio a tutti i costi sono indizi di un possibile squilibrio.
In questi casi, fermarsi a riflettere e, se necessario, confrontarsi con un professionista dello sport o uno psicologo può essere un passo importante per ritrovare un rapporto più sano con l’attività fisica.
In conclusione
Lo sport deve rimanere un alleato della salute, non una fonte di stress o pressione. Rispettare i tempi di recupero, ascoltare i segnali del corpo e alternare stimoli diversi sono abitudini semplici ma decisive per mantenere equilibrio e benessere nel tempo. Gli obiettivi dovrebbero essere realistici e personali, costruiti su misura, senza inseguire modelli estetici irraggiungibili o confronti con gli altri.
Allenarsi fa bene, e anzi oggi il vero problema resta la sedentarietà, ancora troppo diffusa nella popolazione italiana. Tuttavia, anche tra chi si allena con costanza, è fondamentale ricordare che fare di più o troppo, può essere controproducente. Il corpo trae beneficio dal movimento, ma ha bisogno anche di pause, riposo e rispetto.
La passione per lo sport è una risorsa preziosa: coltivarla con equilibrio significa farne uno strumento di energia, longevità e benessere.
🟩 Take-home message
- Lo sport è salute, ma l’eccesso può trasformarsi in rischio.
- Vigorexia, overtraining e dipendenza da esercizio sono forme diverse dello stesso squilibrio: troppo allenamento, troppo poco recupero.
- Ascolta il corpo: dolore, stanchezza e ansia non sono segni di forza.
- Riposo e recupero sono parte integrante dell’allenamento.
- Allenarsi con equilibrio è la chiave per una performance duratura e un benessere reale.
Riferimenti scientifici principali
- Szabo A., Demetrovics Z. (2023). Exercise addiction: A narrative overview of research issues. Frontiers in Psychiatry.
- Griffiths M.D. et al. (2020). Excessive Exercise—A Meta-Review. Frontiers in Psychiatry.
- Murray S.B. et al. (2020). Muscle dysmorphia: A systematic and meta-analytic review. European Eating Disorders Review.

